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Un parco per sperare

Presentato a Paceco un convegno sulla proposta d'istituzione di un Parco Urbano nei dintorni del lago Baiata.

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13 Maggio 2011 nel numero Left woman

Il lago Baiata è una placida distesa d’acqua adagiata tra i bassi rilievi collinari del contado pacecoto, una delicata tinta azzurrina che spicca tra il verde di uliveti e vigneti piantati nel paesaggio circostante. Si tratta invero di una diga creata 30 anni fa con lo sbarramento del torrente Baiata: un solido terrapieno capace di trattenere un bacino idrico di 6 milioni di metri cubi d’acqua. Oggi è il consorzio di Bonifica di Trapani (ex Birgi) a gestire l’impianto, a regolare i flussi d’acqua stagionali che si riversano nell’invaso e a distribuire il prezioso liquido nei campi della zona. Nato con finalità irrigue, l’invaso è circondato da un’ampia fascia di territorio coronata da imponenti eucalipti che conferiscono all’area una peculiare impronta paesaggistica.
Del pregio paesaggistico del sito se ne accorse l’urbanista T. Cannarozzo che nel 1996 redasse il PRG di Paceco prevedendo che l’area fosse destinata ad ospitare un parco suburbano. Trascorrono parecchi anni dalla consegna del PRG quando, nel 2004, l’Amministrazione bandisce un concorso d’idee per l’elaborazione di un progetto di parco. Partecipano 4 équipe di professionisti che presentano i loro elaborati: vincerà il progetto che prevede un organico collegamento tra il parco urbano e la vicina riserva delle saline.
Dopo il concorso d’idee per il Parco, seguiranno anni di silenzio. Nel 2009 ci pensa l’Associazione Un’Altra Storia, il movimento che fa capo all’europarlamentare siciliana Rita Borsellino, a rispolverare dai cassetti i progetti del Parco Baiata. Il circolo di Paceco di Un’Altra Storia organizza nell’aprile 2009 una giornata di studio sul Parco, invita i progettisti ad esporre pubblicamente i loro lavori. Nei locali della biblioteca comunale, in presenza del Sindaco, di esponenti della Giunta e Deputati regionali, vengono presentate le tavole redatte dai professionisti.
Trascorrono due anni da quella iniziativa, ma non succede nulla. Come mai? Le opere previste per attrezzare il Parco sono stimate 4 mln di euro, al momento l’unica agenzia in grado di sborsare così tanti euro è l’Europa. Per accedere ai finanziamenti il Comune deve fare un passo decisivo: aprire un capitolo di spesa, impegnando soldi propri per conferire l’incarico esecutivo.pellegrino
A distanza di due anni Un’Altra Storia torna alla carica. Stavolta sceglie come teatro di azione non le ovattate sale della biblioteca, ma la piazza e le vie del paese, dove chiama la cittadinanza a manifestare per chiedere alla Amministrazione di avviare l’iter burocratico per creare il Parco.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica Un’Altra Storia chiama le associazioni locali per fare fronte comune e concordare una giornata di mobilitazione per il Parco. Viene costituito un Coordinamento che comprende una ventina di gruppi locali (come Musica Ambiente, Pro Dattilo o Koiné della Collina, per citarne alcuni), ma anche associazioni nazionali, come il Wwf, la Uisp, gli Scout dell’Agesci, e altre ancora. Una fitta rete di scambi, telefonate e mail, incontri e riunioni ed il Coordinamento definisce il programma e individua la giornata di mobilitazione per il Parco.
Domenica 15 maggio le Associazioni vogliono mandare all’Amministrazione un messaggio positivo e di speranza, perciò hanno organizzato non la solita manifestazione ma una festa che, muovendo a piedi e in bici dalla piazza del paese, giungerà sulle rive del lago dove si svolgerà l’happening a base di musica, aquiloni in cielo, barche a vela in acqua, cavalli e bike sul terreno e pane ‘cunzato’ per tutti!
La sfida lanciata dalle Associazioni consiste nell’ 'adottare' la diga Baiata quale luogo simbolo per la rinascita di una comunità, trasformandola in un’area di riferimento del territorio trapanese, capace di attrarre flussi turistici e cambiare il destino di Paceco.
Enrico Genovese 'Un’Altra Storia' Circolo di Paceco

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