L’autunno è entrato all’insegna della solidarietà. Non passa giorno senza che venga stilato un documento in appoggio di questa o quest’altra categoria di lavoratori che vivono una stagione di estremo disagio.
Ieri è toccato alle forze di polizia che si preparano ad attuare una serie di azioni di protesta per denunciare all’opinione pubblica la scandalosa e inaccettabile situazione in cui vivono ed operano. Detto e fatto, si sono beccati subito un documento di solidarietà da parte del Consiglio provinciale tutto. Con relativa trasmissione dell’accorato appello al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Interno. Gli stessi che non hanno varato alcun provvedimento per ovviare alla mancanza di nuove assunzioni e dei pesanti tagli di risorse che impediscono il necessario e urgente adeguamento del modello di sicurezza del nostro Paese verso uno standard di maggiore efficienza. .jpg)
Però spesso ci si dimentica che lo stesso Governo ha investito risorse per mettere in campo le ronde, quel manipolo di eroi che ci dovrebbe proteggere dalla criminalità organizzata e anche da quella disorganizzata.
Davanti alla Prefettura, intanto, si alternano i lavoratori precari che non riescono a vedere nessun barlume di luce alla fine del loro lungo tunnel. Anche in questo caso parole tante e solidarietà a iosa. Non costa niente e fa fino. Si arriva perfino a concedere le aule dei Consigli comunali per le assemblee. Come se quei luoghi non fossero, per definizione, deputati ad accogliere le istanze dei cittadini. A maggior ragione se è in gioco la sopravvivenza economica di attività lavorative talmente protratte nel tempo che adesso i precari hanno in media 40 anni. Lavoratori, quindi, non riciclabili e, ironia della sorte, indispensabili alla macchina burocratica delle amministrazioni locali che non possono assumere altro personale perché i concorsi non si fanno più.
Una vertenza, in verità, è stata risolta e riguarda gli studenti del magistrale che chiedevano aule per evitare i doppi turni. Il problema è stato risolto dopo un mese di proteste ed era una soluzione semplice, semplice. Ma non si poteva provvedere prima dell’apertura dell’anno scolastico?
Inserito il 09 ottobre 2009
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