Nell’aria qualcosa si muove. Dopo la mostra itinerante Vagabondare, ospitata presso la chiesa di Sant’Alberto in via Garibaldi, a cura della Fondazione Pasqua 2000, ancora una mostra di rilevanza internazionale approda in città.
Questa volta ad accogliere Perché chiedere la luna se possiamo avere le stelle è la galleria di Dino Serra La Quadreria del Lotto al 3 di via Mancina. Questa esposizione, fatta di pochi, piccoli ma significativi elementi artistici è il risultato di un progetto del ventottenne artista palermitano Marco Bonafè, di ritorno da New York, dove ha portato, con successo, presso gli spazi espositivi della Gelabert Studios Gallery, la sua Re-Image.
Negli States, attratto dal talento e dall’anticonformismo della più apprezzata e detestata diva di Hollywood, Bette Davis, si è incubata questa nuova mostra. E’ una esposizione che parte dalla rivisitazione del pensiero di Ruth Elizabeth Davis, morta nel 1989, che con il suo antidivismo ha rotto ogni schema di edulcorata ma falsa comunicazione.
E’, questa mostra, del giovane Bonafè, un omaggio al puro talento che prevale sull’aspetto fisico, una sorta di attacco frontale allo star system costruito spesso su falsi talenti e quindi su falsi miti. Collage su foto, sculture, istallazioni, ed un olio su tela sono le otto opere che hanno come protagonista l’immagine della diva. Marco Bonafè, nato nel 1981, un artista che ha fatto della silenziosa ma vigorosa protesta il perno centrale della sua ricerca artistica volta ad una sempre più consapevole visione della realtà contemporanea, utilizza diversi supporti con l’intento di trovare le più creative soluzioni e modi di concepire l’oggetto d’arte capace di poter essere ora installazione, ora pittura. Una delle frasi-chiave, capaci di poter riassumere la vera essenza del lavoro di Marco, è stata espressa dal critico Salvo Ferlito: Si tratti di classici dipinti, di vivaci collages o di mini-installazioni, le opere di Marco Bonafè ribadiscono comunque un analogo filo conduttore: l’incoercibile bisogno di stigmatizzare la frastornante invadenza dei media nel nostro confuso viver quotidiano. Ma è lo stesso Bonafè che ribadisce: Tutti i media oggi hanno un ruolo predominante nella società, ne modificano il pensiero proponendo notizie ingannevoli sino a giungere alla creazione di modelli ingannatori; credo fortemente che si debba stare molto attenti e cercare di scoprire cosa è autentico e cosa invece non lo è.
Bette Davis è stata autentica. Chapeau.
Stiamoci bene!
Inserito il 23 ottobre 2009
social bookmarking








Parliamo di:: 0, specchio