valderice
Camillo Iovino lo definisce un riordino della Giunta, in realtà sarebbe il caso di parlare di rimpasto.
Sono passati appena pochi mesi eppure siamo arrivati al primo bivio per l’amministrazione di centrodestra. Già dal dicembre scorso, infatti, la Giunta ha dovuto fare a meno del suo vicesindaco, Francesco Maggio, che è stato esautorato dall’incarico dopo i noti fatti di cronaca. A questa defezione si è aggiunta pochi giorni fa quella dell’onorevole Paolo Ruggirello. Quest’ultimo con la sua permanenza, ma solo sulla carta, all’interno dell’esecutivo comunale aveva innescato più di una polemica. Ha preferito quindi lasciare per non prestare ancora il fianco alle feroci critiche provenienti dal Pd.
Il sindaco Camillo Iovino, infatti, si era scontrato più di una volta con l’opposizione per chiarire quale fosse la reale posizione dell’esponente autonomista. Inoltre la sua azione di governo ha lasciato un po’ a desiderare sul piano della programmazione, non riuscendo ad intervenire con fermezza sui temi caldi della realtà valdericina.
Ci troviamo quindi in una situazione di impasse poltico-amministrativa nella quale si dovrà trovare un equilibrio duraturo tra le forze di centrodestra. I gruppi che sostengono il sindaco hanno fatto registrare più di un malumore. Si ritengono non adeguatamente informati sulle azioni che il primo cittadino di Valderice vorebbe intraprendere. 
Malumori, tra l’altro, che esistono anche in seno agli stessi partiti e che il nuovo riordino della Giunta potrebbe acuire.
Camillo Iovino però vuole risolvere la questione nel più breve tempo possibile e con il minor numero di guai.
Nel corso della settimana avrò un incontro con tutti i partiti di maggioranza per discutere sui nomi dei nuovi assessori. Confido di arrivare a breve giro di posta alla loro nomina - afferma deciso il primo cittadino.
In tutta questa situazione c’è un però. Il problema si sposta infatti tutto all’interno dei partiti, primo tra tutti l’Udc di Ninni Bongiorno.
All’interno del partito dello scudocrociato si cerca di capire chi possa essere il candidato più opportuno per occupare la prestigiosa poltrona assessoriale. Due sono i nomi in lizza. Il primo è quello di Pier Vito Spezia, primo dei non eletti alla scorse consultazioni elettorali, l’altro invece è quello di Leonardo Medici. Quest’ultimo gode dell’appoggio del capogruppo del partito al Consiglio comunale, Ninni Bongiorno, il quale non vede di buon occhio la candidatura dello stesso Spezia. Anzi per dirla tutta si potrebbe dire che tra i due non corra proprio buon sangue. Ora con l’inizio delle consultazioni si dovrà necessariamente trovare un equilibrio interno. In caso contrario potrebbe essere lo stesso primo cittadino a scegliere il nome più consono. A spuntarla potrebbe essere il candidato di Ninni Bongiorno, ma solo come parziale contropartita per la mancata elezione dello stesso capogruppo dell’Udc alla presidenza del Consiglio.
L’altro assessore dovrebbe invece spettare al Movimento per l’Autonomia. A giocare il ruolo di attore protagonista dovrebbe essere lo stesso Paolo Ruggirello. Rino Grammatico dichiara di tirarsi fuori dalla scelta dell’assessore che dovrà prendere il posto lasciato libero dallo stesso onorevole.
Il mio ruolo è quello di arbitro - sottolinea fermamente Grammatico - e non sarò io a stabilire il nome di chi succederà a Ruggirello in Giunta. In questo momento tutto dipende dall’onorevole. Il mio compito è quello di votare con coscienza gli atti che questa amministrazione presenterà in Consiglio.
A rimanere fuori dai giochi sarebbe quindi il Pdl, che per l’ennesima volta si vede negato un ruolo di primo piano nelle scelte politiche. Tra consiglieri e sindaco non corre buon sangue già da tempo a causa dell’eccessivo accentramento di compiti dello stesso Camillo Iovino. Il gruppo, infatti, viene messo al corrente solo a cose già fatte. Adesso continua a ritrovarsi fuori dalla Giunta e questo potrebbe creare più di un problema al primo cittadino.
ferro@monitortp.it
Inserito il 06 febbraio 2009
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