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La teoria
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Le discussioni non sono mancate ma alla fine tutto si è concluso con la logica dell’accordo tra le parti. Questo almeno è successo per l’approvazione del piano triennale per le opere pubbliche. La musica è invece cambiata leggermente quando si è entrati nel merito del bilancio di previsione. Ma andiamo con ordine.

Ormai va da sè che questa situazione è figlia di quella confusione politica che ancora il sindaco Martorana non è riuscita a risolvere. Non serve più fare la conta per capire chi sia in maggioranza, ma si va praticamente ad estrazione. I risultati poi sono quelli che i cittadini pacecoti possono vedere chiaramente.  Immagine riferita a: La teoriadel caosvalenti Tornando al piano triennale per le opere pubbliche bisogna in primis menzionare come la commissione non sia riuscita a raggiungere nessun risultato utile. Il motivo di questa impasse è molto semplice: non c’è stata la possibilità di riunirsi, almeno a detta del presidente della commissione, il capogruppo degli Autonomisti indipendenti Giovanni Bongiorno. Il Consiglio si è trovato così nell’ostica posizione di dover analizzare in maniera certosina tutto il piano proposto dall’amministrazione comunale. Questo ha scatenato le ire di più di un consigliere, soprattutto da parte del tandem d’opposizione Pd-Pdl che, con Genovese e Vultaggio, ha chiesto, senza andare troppo per il sottile, la testa del presidente Bongiorno. Senza contare un’ultima anomalia: la stessa commissione ha lavorato su un piano difforme da quello posto in ostensione. Il risultato di tutto questo marasma è stato che il Consiglio comunale si è dovuto far carico di analizzare in toto l’atto, spulciandolo articolo dopo articolo. Sul piano programmatico, la cosa che è balzata subito all’occhio, scorrendo velocemente il piano, è che un comune a prevalenza agricola come quello pacecoto non ha ritenuto opportuna la realizzazione di nessuna opera proprio per quanto riguarda il comparto agricolo. Di contro invece stanzia la cifra di 300 mila euro per la realizzazione di un centro polifunzionale da destinare per un museo di arte contadina.

Stesso discorso vale per l’urbanizzazione della zona Platamone, per cui sono stati stanziati circa 6 milioni e mezzo di euro, nonostante il piano regolatore generale dica chiaramente come questa, al momento, sia classificata solo come zona agricola. Ha fatto scalpore invece la bassa considerazione del fattore scuola. Ma ci ha pensato un emendamento, presentato dal consigliere del Pd Salvo Rosselli a sistemare le cose. La programmazione triennale è infatti un momento molto delicato per lasciare scoperto un nodo che negli ultimi anni ha creato più di un grattacapo, senza contare poi che l’ultima ispezione della protezione civile ha ravvisato più di un problema per quanto riguarda lo stato gli stessi edifici scolastici.

Per quanto riguarda il il bilancio di previsione i giochi sono ancora tutti da fare, non solo perchè si prevede una pioggia di emendamenti, ma soprattutto perchè bisogna ancora trovare la quadratura del cerchio tra maggioranza ed opposizione. Il nodo sta tutto qui, compreso anche il futuro riassetto della maggioranza a sostegno di Biagio Martorana. Se il primo cittadino riuscirà a chiudere l’accordo con il Partito democratico allora non ci saranno particolari problemi e tutta la discussione si ridurrà ad una facile approvazione. Lo scenario invece sarebbe diverso qualora l’accordo non si chiudesse, perchè lo stesso Pd ha dimostrato già tutta la sua forza in più di una seduta. L’approvazione del bilancio di previsione diventerebbe un compito molto più arduo del previsto, vista anche la scarsa consistenza dei gruppi autonomisti. Certo è che il presidente del Consiglio, Peppe Valenti, dovrà utilizzare tutte le sue armi per poter portare avanti la discussione, anche se finora la sua gestione del Consiglio non è stata proprio impeccabile. Dal versante politico invece si capirà subito dopo l’approvazione dello strumento finanziario che timbro vorrà dare il primo cittadino alla sua amministrazione, anche se ormai tutti in quel di Paceco sanno già come andranno le cose.

ferro@monitortp.it

Inserito il 10 luglio 2009

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