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salvatore vassallo

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Chi si ferma è perduto

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Trapani è tornata quell’apatica cittadina di sempre. Aveva avuto un sussulto con l’inizio del nuovo millennio grazie al vento che ha gonfiato le vele della Coppa America, ma soprattutto si è scossa dal torpore con l’avvio dei lavori del porto. Croce e delizia dei trapanesi, il mare è sempre stato il viatico giusto per questa città che già considerava il borgo Madonna come aperta campagna.

Adesso potrebbe essere il momento giusto per un afflato di rilancio. Il Piano regolatore generale, bello o brutto, non importa, è già cosa fatta e allora si può mettere mano al piano particolareggiato del centro storico in modo da fare ripartire il volano economico delle piccole imprese edili chiamate a rimuovere le macerie per ricostruire una città più moderna e, magari, più adatta alle esigenze del terzo millennio.

Trapani antica è votata al turismo, l’abbiamo potuto verificare proprio in quest’ultimo periodo con l’apertura di tanti bed & breakfast che, ci dicono, funzionano a pieno regime tutto l’anno. E allora incrementiamo l’afflusso turistico offrendo strutture adeguate e sfruttiamo al massimo quello che di buono ci viene, questa volta, dall’aeroporto di Birgi. 

Gli aerei della Ryanair fanno arrivare viaggiatori da tutta l’Europa e la compagnia irlandese gioca alla moltiplicazione dei voli. In altri termini, la Sicilia tira perché la gente viene, allora cerchiamo di farla rimanere più a lungo. Per fare questo ci vogliono strutture ma, soprattutto, programmazione.

Il porto di Trapani ha accolto negli ultimi anni vagonate di crocieristi, grazie all’intuizione di un imprenditore locale. Il flusso navale potrebbe essere ancora di più incrementato se riuscissimo a mettere in atto una politica dell’accoglienza adeguata. Non ci vogliamo riferire agli episodi del passato recente sulla localizzazione dell’area di sbarco, riteniamo, però, che favorire in tutti i modi l’accesso alla città di quanti hanno voglia di venirci a visitare non sarebbe cosa disdicevole.

Il porto di Trapani potrebbe riavere da un momento all’altro la sua autorità portuale. Senza nulla togliere alla gestione provvisoria della Capitaneria di porto destinata ad altri più importanti compiti istituzionali, una struttura votata solo ed esclusivamente al miglioramento dei servizi e delle strutture a mare, non può che essere cosa buona e giusta.

Inserito il 27 novembre 2009

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