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Esimio Sig. Castellano,
come ogni settimana, anche questa mattina ho comprato "Monitor" e ho letto il Suo articolo condividendo il suo sdegno e la sua rabbia.
Mi presento, anche perchè non credo Lei mi conosca: mi chiamo Delia Gervasi, sono medico di medicina generale e consigliere comunale a Trapani, nonchè convinta animalista. Questa premessa per farLe sapere che avevo avuto modo di conoscere i cani di cui Lei parla nel Suo articolo allorquando mi recavo in visita presso alcuni miei pazienti abitanti in quel complesso,non mancando mai di far loro una carezza e una coccola. Grande è stato il mio dolore quando ho saputo della loro triste e atroce morte. Purtroppo a Trapani, l'arma dei vigliacchi, il veleno, ha sempre colpito e continuerà a colpire. Sino a poco tempo fa, nel quartiere Portici ogni giorno, purtroppo, si poteva stilare giornalmente il bollettino degli uccisi. E ugualmente sfortunati possono essere considerati i cani e i gatti di Via del Cipresso, uccisi, questi, nei modi più fantasiosi e atroci (e non scendo nel dettaglio,è meglio). Per chi, come me, tiene in macchina scatolette e croccantini e che conosce, come dice mio marito, tutti i cani di Trapani e Casa Santa, pensare che ci sia gente capace di siffatte azioni sembra impossibile. A questo punto,anche se contraria alla privazione della libertà per qualunque essere vivente incolpevole,umano o animale che sia, ben vengano i canili.
E mi rifaccio quindi a quanto detto in premessa. Come Lei sicuramente saprà, il Consiglio Comunale di Trapani ha deciso di costruire il canile in Contrada Cuddia. Contro tale decisione mi sono battuta con tutte le mie forze, invano sostenuta dai consiglieri del mio gruppo e dai riformisti Pellegrino e Passalacqua.Tale decisione,per me scellerata e stolta, deriva dal fatto che tale terreno è stato ottenuto gratuitamente dal Comune in quanto tolto alla mafia ( e aggiungo io, rifiutato da tutte le associazioni a cui era stato proposto) e inserito nel piano regolatore con questa destinazione d'uso. Perchè ritengo tale sito non idoneo? Perchè si trova a circa trenta chilometri dalla città senza mezzi di trasporto pubblico che lo raggiungano e pertanto pressocchè irraggiungibile dai volontari, quasi sempre giovanissimi,o dai cittadini intenzionati ad adottare un animale, perchè per raggiungerlo bisogna percorrere una strada impraticabile specialmente d'inverno a meno che non si abbia una jeep,perchè non è servito da luce ed acqua e bisogna portarcele, perchè confina con un corso d'acqua con possibilità di esondazione e conseguente allagamento del canile nonchè proliferare di zanzare portatrici di leishmaniosi pericolosissima per i cani, perchè si trova a poche centinaia di metri da Borranea, con conseguente cattivo odore causato dalla spazzatura lì accumulata e, più importante,presenza di diossina pericolosissima per gli operatori del canile, perchè si trova lontanissimo da qualunque presidio di forze dell'ordine per cui se rubano i cani dal canile presente in pieno centro cittadino, figuriamoci in tale sito così isolato. Quale motivazione ha spinto i consiglieri a fare questa scelta nonostante siano stati proposti altri siti più idonei e più rispondenti ai requisiti richiesti, e tra questi in special modo quello di Fulgatore, più baricentrico rispetto ai comuni che dovranno utilizzarlo visto che è un canile consortile? La preoccupazione che l'eventuale scelta di un sito diverso da quello di Cuddia,gratuito, comportante una spesa anche se modestissima, potesse essere sanzionata dalla Corte dei Conti con conseguente risarcimento da parte dei consiglieri stessi. E allora saranno sprecati 4 milioni di euro di finanziamento pubblico per costruire una cattedrale nel deserto dove saranno deportati incolpevoli animali, vittime di scelte scellerate e di giochi politici. Come vede, gli animali si possono maltrattare in tanti modi.
Delia Gervasi
La lettera del Consigliere Gervasi suscita molte sensazioni: compiacimento per il fatto che ci siano altre persone al mondo che portino in macchina i croccantini come primo soccorso per un animale affamato, realistica presa d’atto delle scelte dell’Amministrazione Comunale nel merito delle quali così bene il Consigliere entra ma senza risultato. Come ho detto allo stesso Consigliere in una mail privata, è stata presentata denunzia contro ignoti per i reati elencati nell’articolo precedente a mia firma. Sull’esito non mi faccio illusioni, sia perché gli investigatori sono sopraffatti dal lavoro di istituto e non possono dedicarsi a reati di minore impatto criminale, sia perché occorrerebbero lunghi appostamenti per cercare di prendere in flagranza i delinquenti. Le persone sensibili che hanno a cuore la vita degli animali possono finire anche sotto processo, come dimostra il procedimento mosso nei confronti dell’amico Peppe Rizzo, noto ai lettori di questo giornale. Per cui il messaggio che si può ricavare sarebbe quello di disinteressarsi delle sorti di quelle povere anime per loro disavventura nate nelle forme animali. E invece no, sarebbe un errore ed una complicità morale nel delitto.
La scelta, come luogo per allocarvi un canile, di un sito buono per nulla (mi sorprende che la mafia lo abbia acquistato!), dimostra che non ci sarà tanta volontà di interessarsi di quegli animali vista la difficoltà ed i costi per accedere ai luoghi stessi. Quindi il canile e i cani resteranno abbandonati, probabilmente senza cibo ed acqua, sicuramente senza affetti, a rischio di diventare selvatici e pericolosi per l’uomo e gli altri animali. E sarà difficile accedervi anche per i volontari i quali, prima o poi dovranno mollare e lasciare i poveri animali al loro destino crudele ma inevitabile. E forse è questo che si vuole? Lasciarli senza assistenza e testimoni? Liberi di morire di stenti e difficoltà? NO, più semplicemente Tanta Intelligenza non prevede queste cose e si lascia prendere dalle ponderose riflessioni che cotanto ruolo richiede. Con quali risultati è facile capire, basta guardarsi in giro per la città.
Io credo che il Consigliere Gervasi debba tenere duro, raccogliere consensi attorno alla sua azione, mobilitare la cittadinanza, fare un po’ come si fa in America e organizzare comitati e – mi consenta – fare casino. Qualcosa mi dice che non sarebbe sola. E soprattutto non cedere alla stanchezza: questa non è una battaglia ma una missione. Invochi pure S. Francesco che ci vede tutti fratelli e coinvolga la Chiesa in questo progetto, e tutte le persone di buona volontà.
Aldo Castellano
Inserito il 29 gennaio 2010
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