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giovanni cammareri

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Non è un paese per vecchi

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Giovani per i Misteri. Più che un’associazione, un gruppo. Burocraticamente parlando, mi permetto di aggiungere. Visto che a prescindere dalla carta bollata, associarsi significa, in realtà, mettersi insieme, rendersi partecipe di un'attività ovviamente comune, avere, cercare, almeno, di raggiungere uno scopo attraverso una relazione funzionale, una combinazione di processi mentali, idee, obiettivi.

Magari supportati da passioni, emozioni avvertite dal singolo e poi condivise, amplificate, irrobustite dal gruppo. Insomma, gruppo o associazione non fa differenza, le etichette contano poco. Se poi ci si imbatte in dinamiche culturali magari complesse, quali la processione dei Misteri, allora sì che diventa un fatto davvero emozionale. Nel bene e nel male. Perché anche se alla fine può essere soltanto un gioco, giocando si cresce comunque meglio.

Tutto incomincia due anni fa. Attraverso un forum. Luogo del dibattito un sito, manco a farlo apposta il sito per così dire… ufficiale: www.processionemisteritp.it. Basta il nome. Immagine riferita a: Non è un paese per vecchimisteri

Francesco Genovese, Emanuele Barbara, Giuseppe Barraco, Danilo Sansica e Angela Corso, decidono a seguito di certi dibattiti on-line di avvicinarsi fra loro non solo virtualmente. Sebbene Angela Corso lasci la compagnia abbastanza presto, avendo avuto in mente l'idea di creare altro, più o meno un gruppo laico-religioso, forse qualcosa di più vicino a una confraternita. Magari qualche volta ce lo faremo dire con precisione.

In un secondo momento, peraltro fondamentale, dice Francesco Genovese col quale abbiamo imbastito una gradevole conversazione,  venuta a sapere dell'associazione si avvicina a noi Maria Concetta Nuccio, di Salemi e appassionata della processione. Lei ci ha dato una certa carica, tipica di chi viene dall'esterno, fornendo spunti e idee interessanti.

Ma procediamo con ordine. Partiamo perciò dalle faccende emotive particolari che hanno indotto a mettersi insieme.

Il gruppo nasce perché vorremmo essere propositivi. Siamo persone presenti a vario titolo. Alcuni, per esempio, facevano già parte di qualche ceto, quindi in qualche modo coinvolti in attività organizzative. All'inizio ci sono state anche delle difficoltà, qualcuno non partecipava alle riunioni perché temeva chissà quali trame…

E in effetti stiamo parlando del solito impatto di natura culturale col nuovo, insomma, tipico dalle nostre parti, per di più in un contesto, quale la processione dei Misteri, impregnato di timori, suscettibilità, gelosie.

Questi timori, continua Francesco,  si sono dissipati quando nel gennaio dell'anno scorso abbiamo organizzato una mostra fotografica sui Misteri, un centinaio di foto scattate dagli stessi componenti del gruppo. Dopo la mostra molta altra gente si è avvicinata all'associazione; anche l'Unione Maestranze ci ha visti con occhi diversi.

Qualcuno la ricorderà ancora, la mostra venne allocata nell'androne di Palazzo Cavarretta e arredata, per così dire, da un manichino con indosso il tipico sacco rosso e cappuccio bianco della Confraternita di S. Michele, da una manciata di caccavetta e simenza sistemata in un angolo della sala e con sottofondo musicale...da indovinare. In marzo la mostra venne replicata a Salemi, nella chiesa della Concezione. Veramente soddisfacenti i risultati grazie a comitive intere di turisti che hanno avuto il piacere di visitarla. Immagine riferita a: Non è un paese per vecchiconvegno

Messi perciò da parte i preconcetti, speriamo definitivamente, è passato un altro anno; chiedo frattanto a Francesco Genovese dell'organizzazione in particolare.

Innanzitutto da noi non esistono cariche di nessun genere; ci riuniamo spesso, in media una volta la settimana, cercando di pensare e fare qualcosa di utile e di concreto. Nonostante nella denominazione ufficiale si faccia menzione dei giovani, la partecipazione non è preclusa a nessuno. Va detto comunque che la maggior parte dei facenti parte hanno un'età media abbastanza bassa, tuttavia non può essere tralasciato il dato di fatto che i giovani di oggi dovrebbero rappresentare il futuro della processione.

Unico problema rimane la mancanza di termini di paragone. Loro, i ragazzi dell'associazione, hanno conosciuto più o meno in questi termini la processione. L'anagrafe non consente loro di ricordare  tempi migliori. Tuttavia non rimane che essere almeno fiduciosi per un futuro che possa guardare il passato.

Infatti si arriva all'appuntamento di domenica 31 gennaio, a un anno esatto dalla prima iniziativa e ancora nello stesso posto. Un incontro proprio attorno al futuro della processione, almeno questo pare voglia essere il senso dell'incontro. Relatori Salvatore Accardi, Luigi Biondo, Gaetano Coppola e il sottoscritto. Niente di eccezionalmente pretenzioso. Ma i ragazzi di Giovani per i Misteri si auspicano fortemente il dibattito. Almeno quello. Il dialogo punto di partenza che possa contribuire al gioco. Quello per crescere meglio, per crescere davvero.

Inserito il 29 gennaio 2010

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