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salvatore vassallo

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Altrimenti ci arrabbiamo

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Capita, a volte, di raccogliere lo sfogo di alcuni personaggi della politica nostrana che si sentono trascurati dalla stampa locale.

Basterebbe rispondere che i giornali, di solito, si occupano di fatti, ovvero di azioni portate a termine. Purtroppo molti di questi personaggi sono abituati a masticare parole, ad illustrare progetti e a non portarli mai a termine. E’ la politica del farò, della posa della prima pietra, del vorrei ma non posso.

Ecco, questi attori dovrebbero avere la dignità di ammettere la propria impotenza e dimettersi.

Uno dei motivi per cui il sindaco Mimmo Fazio è benvoluto dai cittadini trapanesi è che lo vedono in giro  per i cantieri a controllare modi e tempi di intervento degli appalti pubblici. Lui, al mattino si alza, prende la bicicletta e va a vedere come proseguono i lavori di sistemazione della buca sulla litoranea. Non sarebbe il suo compito principale, ma il cittadino che passa e lo vede sul posto ne è rassicurato.

La stesso modus operandi del sindaco Tranchida, sia quando è stato a capo dell’amministrazione valdericina che adesso in quel di Erice. Entrambi, quando si presentano all’elettorato, sono in grado di sovvertire anche gli ordini di scuderia dei partiti.

Poi ci sono gli altri, che  magari sono diventati personaggi per caso o perché vicini a politici di peso che hanno potuto garantire loro un pacchetto di voti per essere eletti. Ma che una volta insediati non hanno mai brillato per una qualche azione  degna di nota.

Noi potremmo anche raccontare le malefatte di questi personaggi in cerca d’autore; cosa che abbiamo fatto in un passato recente e che ci ha procurato la fama di un giornale d’assalto, per certi versi  indisponente. Quando abbiamo deciso di ammorbidire la nostra linea editoriale, perchè ci sembrava che i tempi fossero più adatti a quella che le teste fini chiamano concertazione, siamo stati accusati di connivenza con il potere. La verità è che ci è sembrato perverso attaccare certi politici da strapazzo per ché sarebbe stato come sparare sulla Croce Rossa.

Evidentemente abbiamo sbagliato ancora una volta. Capita.

Vuol dire che torneremo all’antico. Ricominceremo a raccontare la politica virtuale di certi personaggi che si sentono arrivati quando in effetti non sono mai partiti.

Inserito il 29 gennaio 2010

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