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E pensare che il progetto era nato con l’avallo del presidente Lombardo. La circostanza è stata dimenticata, nel prosieguo del discorso, ma quando al Consiglio provinciale di Trapani è stato costituito il gruppo di Alleati per il Sud era stato palesemente affermato come si rimanesse comunque nell’ambito del Mpa, riferendosi direttamente ai vertici regionali. 
In pratica, come si suol dire, l’operazione era tirata contro quello che, assolutamente in teoria, avrebbe dovuto essere il referente provinciale degli autonomisti: il sempre più sfuggente onorevole Paolo Ruggirello.Ma le cose cambiano ed oggi gli Alleati per il Sud si schierano dall’altra parte. Cuciono rapporti con i lealisti del Pdl ed identificano come loro referente nazionale nientepopodimenochè il co-coordinatore regionale dei berlusconiani: l’ex An Domenico Nania. E questo vuol dire, nella nostra provincia, andare a braccetto con Tonino D’Alì e Nicola Cristaldi ma anche essere contro i ribelli di Giulia Adamo.
Va detto che la riunione di Gibellina, che si è tenuta domenica scorsa e che è servita a presentare sia il nuovo gruppo che questo abbastanza anomalo patto federativo con l’ala dura e pura del Pdl, non è andata malaccio. La sala era gremita ed il leader del gruppo, l’assessore provinciale Giovanni Lo Sciuto, ha potuto contare una trentina tra consiglieri ed amministratori disseminati negli Enti locali del trapanese. Anche se il più gongolante, alla fine, era probabilmente il senatore D’Alì che si trova un nutrito gruppo di supporter nella sua guerra infinta contro la Divina e relativi fedelissimi, scontro che, prima o poi, dovrà anche concretizzarsi in qualche momento di confronto politico, anche se il Pdl non è proprio un partito da congresso. 
Ma, tornando al rapporto tra gli Alleati per il Sud e l’ex casa madre del Movimento per l’Autonomia, a Gibellina è stata espressa una posizione netta di condanna verso il Lombardo ter e l’apertura del dialogo (e di qualche stanza del potere) con il Partito democratico. Il leit-motiv della seduta è stato chiaro: opporsi in ogni modo a questa svolta a sinistra del governo regionale.
Dopo tutto, la scelta di Lombardo sta portando a scissioni abbastanza significative nel Mpa, sia a livello nazionale che nelle altre realtà siciliane. L’obiettivo, ma la strada è ancora lunga, sembra quello di creare un’alternativa più dichiaratamente di centrodestra al progetto del Partito per il Sud che continua a luccicare negli occhi di Lombardo e Miccichè e che ha accesso qualche lucina anche nelle menti di alcuni esponenti del Pd siciliano.
Intanto, però, si vive nel marasma politico più totale. Alla Provincia regionale, luogo dove ha mosso i primi passi il progetto, il gruppo è solido ma le difficoltà di dialogo con gli alleati e con l’amministrazione è palese e sta bloccando l’attività amministrativa. Turano è davvero in una brutta situazione: seguendo il vento regionale dovrebbe trovarsi più vicino all’ala lealista del Pdl e contro la Adamo, visto che insieme al suo leader regionale, Gianfranco Miccichè, si sono prodotti nel più spettacolare taglia fuori politico della storia della Sicilia proprio ai danni di quell’Udc di cui il Presidente è anche segretario provinciale.
Ma fino ad oggi, gli Alleati per il Sud hanno rappresentato una spina nel fianco dell’amministrazione quanto e a volte più dei seguaci della Adamo. E c’è di più. Fino ad oggi, il gruppo di Angileri e Chiofalo aveva riconosciuto il diritto di rappresentanza all’interno della Giunta Turano della componente che fa capo alla Divina e che è stata estromessa dall’esecutivo qualche mese fa.
Spostarsi alla corte di D’Alì modificherà questa posizione? In realtà il progetto è puntato tutto alla fine del 2010, data per la quale i bookmaker della politica danno per certo il ritorno alle urne per riscrivere la storia della Regione. I più possibilisti danno come data ultima la primavera 2011, ma si tratta di sottigliezze. Quello che conta realmente, inutile negarlo, è come i tempi siano maturi per le strategie di posizionamento elettorale. .jpg)
Dopo tutto, i lealisti locali del Pdl, e cioè gli uomini e le donne di Tonino D’Alì, all’ultimo appuntamento con le regionali non avevano un uomo da spendere, al punto che, come si ricorderà, tentarono anche di consegnare un clamoroso pacco alla Adamo, svuotandogli la lista e costringendola ad inserire anche il suo autista che, per onor di cronaca, va detto che ancora oggi è il primo dei non eletti della lista del Pdl alla Regione.
Se la situazione rimane invariata, c’è un boccone ghiottissimo per gli Alleati per il Sud che possono contare sulla potenza di fuoco elettorale già dimostrata dal duo Chiofalo-Lo Sciuto che potrebbe essere in grado di generare un seggio tranquillo. Se arriva una mano dalle parti del senatore e dei suoi amici si spera di fare un passo avanti.
Inserito il 29 gennaio 2010
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