Me ne stavo in ufficio a pulire la mia calibro 38; cosa sarebbe un detective privato senza ufficio? Il contratto d’affitto era scaduto e il padrone di casa voleva sfrattarmi. Era una giornata infernale e il ventilatore era rotto. C’era una mosca che mi dava il tormento e mi chiedevo in che modo potevo farla fuori. Ora stava camminando lentamente sulla scrivania. Allungai il braccio, scaricai uno smash vincente col palmo aperto della mano spedendola all’altro mondo. Mentre mi pulivo la mano sulla gamba destra dei calzoni, la porta si spalancò per far entrare un bel tipo dal corpo statuario e dal profilo greco.
Disse di chiamarsi Eddy, iniziò a imprecare e a maledire il giorno in cui aveva lasciato Corinto e mi raccontò una strana storia. Aveva incontrato una sfinge; ma non in Egitto, sulla statale per Tebe. La sfinge gli aveva imposto un quiz:
Se indovinerai avrai salva la vita, se sbaglierai… la morte ti aspetterà in fondo a questa rupe! Questa è la domanda: Qual è l'animale che all'alba cammina a quattro zampe, a mezzogiorno con due e al tramonto con tre?
Eddy mi disse con orgoglio di aver dato la risposta esatta: L'UOMO!
Per delicatezza finsi di congratularmi con lui, non gli dissi che era un indovinello vecchio come il cucco e che anche un poppante avrebbe risposto. Lui continuò il racconto dicendomi che, dopo la risposta, la sfinge s’era gettata giù dalla rupe divenendo il secondo cadavere che faceva lungo il suo cammino.
Il giorno prima, infatti, aveva litigato con uno sbruffone per una questione di precedenza, era stato provocato e lo aveva sbudellato.
Eddy, con aria tormentata, mi confidò che l'oracolo di Delfi gli aveva predetto che avrebbe ucciso suo padre e sposato sua madre.
Anche questa storia l’avevo già sentita da un mio amico strizzacervelli ma decisi di continuare ad ascoltarlo.
Per la mala profezia, aveva lasciato Corinto in fretta, per allontanarsi dai genitori, i regnanti di Corinto. Arrivato a Tebe era stato accolto trionfalmente come il killer della sfinge. Creonte, il re, gli dà in moglie Joe Casta, vedova di Laio, ex re di Tebe. Eddy mi mostra la foto: non è più giovanissima ma è una splendida donna! Poi, mostra le foto dei loro 4 figli: Eteocle, Polinice, Antigone e Ismene. Carini, ma che razza di nomi! Mi dice che dopo un po' sono iniziati i guai perché la città è stata colpita da una grave epidemia d’influenza. Era andato personalmente dall'indovino Tiresia per sapere cosa fare. Il veggente dice che l’epidemia cesserà solo scoprendo l'assassino di Laio e allontanandolo da Tebe. Ed era per scoprire l’assassino che si rivolgeva a me.
Misi su l'aria seria e solenne che assumo quando sto per risolvere un caso e gli dico: Eddy, alias Edipo, sei tu l'assassino di Laio. C'è di più. Tu non sei figlio del re di Corinto, ma figlio dello stesso Laio. Quando nascesti, il tuo vero padre si recò da un indovino e questi gli predisse i tuoi futuri misfatti. Laio, terrorizzato, ti abbandonò sui monti presso Corinto. Lì un contadino ti trovò e ti portò dal re che ti accolse come un figlio. Tutto il resto lo conosci. La profezia si è avverata.
Eddy Edipo, sbiancò in volto, chinò il capo, e confessò: Sì, è vero, tutto vero, quello che l'oracolo di Delfi mi aveva profetizzato si è compiuto! Allontanandomi da Corinto non ho evitato la catastrofe… ma tu come hai fatto a capirlo?
- Deduzioni, caro Eddy, faccio lavorare il cervello. È uno sporco mestiere ma qualcuno deve pur farlo.
Non potevo rivelargli che avevo letto l’enciclopedia dei miti!
Inserito il 20 novembre 2009
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