trapani
Nella città della vela è calata la bonaccia. La rutilante azione del sindaco Fazio, imponente e fortemente comunicata nel primo mandato, è scemata sensibilmente nel secondo. Ed oggi rasenta la stasi. La spinta propulsiva della Louis Vuitton Cup ha lentamente perso la sua forza ed anche le poche manifestazioni, disorganizzate e spesso quasi ignorate dal territorio, non sono bastate a rinfocolare gli animi. Non vorremmo essere drastici ma oggi della città della vela sembra sia rimasta solo la scritta sui cartelli all’ingresso. 
Va detto che ci si aspetta un nuovo momento di spettacolarizzazione per la primavera del 2010, quando si metterà in scena il circo della regata commemorativa della spedizione dei Mille in occasione dell’anniversario dell’Unità d’Italia. Manifestazione che un’ardita ricostruzione storica ha spostato da Marsala a Trapani.
Piccola nota a margine. Marsala, per bocca del suo primo cittadino, Renzo Carini, inizialmente aveva promesso barricate per questo scippo. Poi la cosa si è chiusa con un milioncino per completare il monumento dei Mille (mega progetto degli anni ’60, inaugurato negli anni ’80 da Bettino Craxi e mai completato) ed una regatina di serie B, organizzata quasi per non sentirli.
Ma torniamo al capoluogo. Il crollo dell’attività amministrativa ha diversi livelli di spiegazione. Il principale rimane l’isolamento politico pressoché totale all’interno del quale si muove Fazio. Un isolamento più voluto (e tenacemente perseguito) che subìto, per la verità. In ogni caso, ultimamente deve sorbirsi occhiatacce storte anche dal suo stesso gruppo, quella Lista Fazio nata come la sua colonna armata nell’aula di Palazzo Cavarretta. Il problema è che gli esponenti della società civile si fanno prestare alla politica intrisi di buoni propositi, ma poi quando si apparecchia la tavola e vedono passare davanti le diverse portate, sembrano non disdegnare qualche assaggino.
E così la nomina di Mariella Iovino alla guida della Trapani Servizi, uno dei gioielli di famiglia dell’amministrazione Fazio, ha aperto uno squarcio profondo nei rapporti tra il primo cittadino e i suoi supporter. Questa poltrona era occhieggiata da Peppe Marino, consigliere eletto nella Lista Fazio. Quest’ultimo non solo è rimasto a becco asciutto ma ha anche subito l’onta di conoscere l’avvenuta nomina della Iovino direttamente dai giornali. Qualche screzio in aula si era avuto anche con una fedelissima come Delia Gervasi che ha lamentato pubblicamente la scarsa comunicazione, sugli atti importanti, tra Mimmo Fazio e la sua maggioranza. O quanto meno con quelli fedeli alla linea. .jpg)
Il punto è che, verosimilmente, Mimmo Fazio non ha velleità politiche da perseguire quando scadrà il mandato. Non avendo velleità non ha nemmeno necessità (e figuratevi voglia) di confrontarsi con le forze politiche e men che meno con i consiglieri. Per anni le segreterie dei partiti hanno tentato di chiudere Fazio nella rete degli accordi e delle strategie. Complessi intrecci politicanti che il sindaco più amato dai trapanesi ha sempre divelto con una semplice scrollata di spalle ed un chissenefrega.
Ma c’è un problema. Chiusi nel fortino di Palazzo D’Alì si potrà anche tenere fuori l’esercito dei Tartari ma nello stesso tempo si sbarra la strada a quanto di buono può venire dall’esterno. E, comunque, stando costantemente chiusi in difesa, alla fine, ci si stanca e si diventa poco produttivi.
Inserito il 11 dicembre 2009
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